luci-natalizie-luglio-corso-vannucci

PERUGIA.

Si avvicina Natale.

Se alzi lo sguardo noterai sicuramente qualche finestra di un palazzo vecchio, nobile e piacente, in quella fenditura vedrai un grande albero di Natale con le luci che si riflettono su grandi vetri puliti, e fuori altre luci che vanno da un palazzo all’altro, da un bel palazzo ad un altro bel palazzo. Però quelle finte finestre, quei vetri e quelle luci non ti appartengono, non sono di casa tua, nemmeno della tua città. Perché quando arrivano le feste, ti accorgi che ciò che hai durante l’anno, non può appartenerti nelle vacanze natalizie. Sarà retaggio infantile, estremo sentimentalismo, oppure la patetica invenzione del consumismo, ma tutto ciò, ti lacera il cuore, proprio come il freddo, lacera la pelle delle mani. Ma nulla è tuo. Così aspetti, e per ingannare il tempo ti circondi di belle persone che hanno dolci parole e confortanti sorrisi, magari vai anche al cinema. Lì ti accomodi su delle rosse poltroncine; quanto è soave l’odore del cinematografo. E’ piacevole scrutare le teste di chi sta seduto qualche fila più in là, proiettate sullo schermo, come se fossero parte del film, poi i minuti passano, la pellicola gira e quelle teste nere magicamente scompaiono. Ora guardi lo schermo, questa sera proiettano il Mago di Oz, la pellicola del 1939, versione restaurata, regia di Victor Fleming. A pochi minuti dall’inizio, ecco la magnifica scena dove Judy Garland canta in maniera sublime “Over the Rainbow”. Parte il flusso di coscienza, disperatamente acchiappi vecchi ricordi di quando eri bambina, di quando prendesti in mano uno dei primi libri, ed era proprio il Mago di Oz, allora cerchi di ricordare, di conservare. Le pagine erano grosse, la copertina rigida; a passarmi quel libro erano delle mani stanche, amorevoli e piene di rughe. Tutto ha origine dove nascono le origini, allora tutto è riconducibile alla propria casa. Spontaneo nasce il pensiero di ritrovarsi su quella poltroncina rossa nella propria città, ma in quale luogo? Dove puoi guardare il mago di Oz? In quale vecchio e familiare cinema? In tutti quelli che hanno chiuso e che magari riapriranno? Certamente non in quel becero multisala, dove tutti si dilettano a guardare dei film sgradevoli. Rinsavisco e ritorno nella sala, quella reale. Il film è passato dal color seppia ad un’esplosione di colori, mi trovo anch’io con Dorothy a saltellare sul sentiero dorato, per arrivare dal mago che potrà riportarci a casa. Cammino con lo spaventapasseri, l’uomo di latta, il leone e Toto, tutti mi aiutano, voglio dire tutti aiutano Dorothy, nella sua avventura, anche se a volte Toto scappa e non si trova, l’uomo di latta piange sempre e lo spaventapasseri prende fuoco. Una quotidiana trasposizione cinematografica: si scappa da casa per cercare un posto dove “oltre l’arcobaleno volano uccelli blu, e i sogni che hai fatto, si realizzano davvero”. Insomma quella sala e quel film, regalano un vaso di Pandora, pieno di sentimenti belli e anche un po’ nostalgici. Intanto Dorothy ha scoperto che con le sue scarpette rosse, ha il potere di ritornare a casa, ha sempre potuto farlo, quindi esclama: “Ora so, che se deciderò ancora di andare in cerca della felicità, non dovrò cercarla oltre i confini del mio giardino, perché se non la trovo là, non la troverò mai da nessun’altra parte.” Quanto è forte la voglia di entrare nello schermo e rubare, quasi fossi la strega cattiva, le scarpette della piccola Dorothy, ma il film è finito e le luci si sono accese. Esco dal cinema, fa freddo, gli addobbi natalizi sono ancora appesi. All’istante ricordo, “non ho delle scarpette rosse”, ma per ventura ho un biglietto aereo. Torno verso la mia seconda casa, il freddo si allontana sotto forma di fumo dalla mia bocca, ma non per molto, perché presto camminerò a pieni nudi sulla sabbia.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>