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Proponiamo di seguito il primo episodio di un viaggio a puntate all’interno della storia e dell’evoluzione del romanzo grafico. 

di Emiliano Lamanna

 I disegni ci raccontano storie ed emozioni sin da quando siamo piccoli. Ci accompagnano nella nostra infanzia dai primi codici linguistici, propri della lettura e continuano ad emozionarci anche quando si cresce. Il fumetto oggi narra storie di vita e d’impegno civile con una  forza intima ed evocativa tale da provocare emozioni che solo un amico ci può regalare. Il graphic novel è il  nome utilizzato per indicare un romanzo grafico unico, elemento che lo differenzia dal tradizionale fumetto seriale. Il termine è stato coniato da Will Eisner nel 1978 con il suo “Contract with God” (in Italia edito Rizzoli Lizard). Questa opera segna la nascita del fumetto moderno americano. Autore della leggendaria serie “The Spirit”, Eisner ha scritto numerosi romanzi grafici tradotti in tutto il mondo. Proprio nel ’78 la raccolta : “Il cantante di strada”, “Il super” e “Cookalein”, ha rivoluzionato la narrativa a fumetti mondiale. Oggi, gli Eisner Awards, sono i più importanti premi dell’editoria fumettistica statunitense.

E’ negli anni sessanta che le tematiche del fumetto diventano più complesse , i personaggi acquistano maggiore profondità psicologica e sociale. Le trame e i loro contenuti si avvicinano alle problematiche esistenziali dell’individuo. E’ una trasformazione culturale che attrae l’attenzione degli studiosi sui  fenomeni mass-mediologici. Il semiologo Umberto Eco aveva sancito la nobilitazione letteraria del fumetto nel suo libro capolavoro del 1964 “Apocalittici e integrati”. In Italia, la commistione tra fumetto e linguaggio letterario caratterizza sin dall’inizio la narrativa sequenziale. Undici anni prima del “Contratto con Dio” di Will Eisner, nel 1967, il padovano Hugo Pratt pubblica “Una ballata del mare salato”, realizzata dopo un viaggio ai Caraibi. Quest’opera è di fatto il primo graphic novel e diventerà anche la prima avventura del famoso “Corto Maltese”, sempre a firma di Pratt. Nel decennio settanta, il punto più alto dell’innovazione del linguaggio fumettistico, in Italia si raggiunge con Andrea Pazienza.

Pazienza è autore di numerose storie lunghe, veri e propri romanzi, come “Pompeo” , il cui tessuto narrativo presenta svariate influenze. La commistione di un linguaggio aulico con un altro più simile ad un lessico dialettale. Attraverso tutti gli schemi narrativi Pazienza riesce a rivoluzionare il modo di raccontare con i disegni, con i flussi di coscienza e i monologhi interiori, così stravolgendo la struttura narrativa tradizionale.

Altro storico fenomeno editoriale del graphic novelism è “Maus” di Art Spiegelman del 1986. Il romanzo è ambientato nella seconda guerra mondiale ed è incentrato sull’Olocausto. L’avventura antropomorfizzata è basata sulla raccolta di racconti del padre dell’autore, un sopravvissuto ad Auschwitz. I due aspetti più importanti di quest’opera sono il forte carattere autobiografico e la caratterizzazione dei personaggi. Spiegelman diventa egli stesso un protagonista, il suo alter ego ha il suo stesso nome ed è un giovane che decide di narrare la storia del padre Vladek. Inoltre i personaggi sono rappresentati in forma animale secondo una metafora che allude alle loro posizioni sociali.  Gli ebrei perseguitati sono dei topi, Maus in tedesco significa proprio “topo”. I nazisti dipinti come gatti, i francesi sono le rane, i polacchi sono i maiali, e gli americani invece rappresentati come dei cani. Art Spiegelman è sicuramente uno degli autori che ha segnato l’editoria dei fumetti mondiale. Nell’albo n°83 ,della fortunatissima serie a fumetti della Sergio Bonelli editore, di Dylan Dog dal titolo “DoctorTerror”, i personaggi di origine ebrea sono disegnati con il volto di topo, mentre i nazisti come dei maiali. La ragazza che contatta Dylan si chiama Anja, proprio come la madre di Art . Nella storia dell’indagatore dell’incubo più famoso dei fumetti, Anja e la sua famiglia vengono imprigionati nel lager di Auschwiz, proprio come gli Spiegelman.

E’ sempre l’86 a regalarci un’altra stella della galassia dei romanzi grafici, ed è “Watchmen” fantastico graphic novel di Alan Moore e David Gibbson, che ispirerà autori moderni e pellicole cinematografiche di ultima generazione.”Il Cinema è un  donna affascinante ed  innamorata del Fumetto, un signore di altri tempi che non smette mai di emozionare. In effetti , anche se forse è  romantica visione, è pur vero che il cinema attinge sempre più dall’universo del fumetto ed è sempre più vicino alle storie raccontate nel moderno graphic novelism”.

continua…

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