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Che succede quando ci troviamo davanti ad una scena del genere, quando oggetti prodotti dall’uomo e “rifiutati”, interagiscono tra loro creando un’armonia, una composizione che sfida i canoni classici della bellezza? Artista e antropologo coincidono nel momento in cui sembrano più formulare domande che dare risposte.

In questa dimensione, tra il metafisico e il surreale si snoda la concettuale di Pino Lavecchia dal titolo Anthropology che sarà presentata venerdì 6 novembre alle ore 17.00 in occasione della inaugurazione de “La Casa dei Venti”, la sede dell’associazione culturale Venti d’autore in via Schipani 16/a a Catanzaro. Discuteranno con l’autore, Stefano Morelli del Centro studi Vittorio Sgarbi e Charlie Barnao docente di Sociologia all’Università Magna Graecia di Catanzaro partendo dalla convinzione che i continui richiami alla cultura classica delle opere di Lavecchia rivelano l’intenzione dell’artista di innovative riflessioni su tematiche socio/antropologiche. E’ infatti tra l’estetica del mondo classico e la razionalità inquinante contemporanea che si concretizzano le riflessioni di Lavecchia.

La pittura su cui si concentra Pino Lavecchia è elettrica seppur diafana; il suo esercizio di composizione è surrealista ma declina in disciplinata narrazione iconografia.
Si confronta e sfida i maestri, Lavecchia, vince e perde in una dialettica intima che, senz’altro, conduce ogni sua opera sui binari della compiutezza compositiva.
Pino Lavecchia è un pittore puro, interessante in tutto, di mestiere e di talento. Pino Lavecchia è prezioso come la sua pittura. Stefano Morelli (Centro Studi Vittorio Sgarbi)

“La Casa dei Venti” è pensata come uno spazio culturale vivo, dinamico, attivo ed interattivo.

I soci potranno beneficiare della nostra biblioteca e avranno la possibilità di assistere ad incontri e conferenze dove chiunque potrà intervenire e partecipare alla dinamica dell’evento. Ospiteremo, inoltre, presentazioni di diversi titoli letterari e saremo spesso omaggiati della presenza degli autori. Uno spazio per i nostri soci, ma non solo.

L’idea è quella di creare un centro culturale vivace e propositivo, aperto alle altre realtà associative e alla cittadinanza tutta. Un luogo di incontro, uno spazio espositivo, un centro di lettura, un punto di riferimento per i giovani che prenderanno parte ai nostri laboratori.

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